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Chiesa di San Gregorio

Presentazione

La chiesa fu edificata nel 1451, anno di erezione delia parrocchia con distacco da S. Pietro di Oulx (una delle chiese delia Prevostura); viene consacrata e aperta al culto nel 1454. Solo nel 1662, l'edificio subisce la ricoslruzione dell'abside, senza riportare ulteriori interventi atti a modificare la chiesa.

Cenni artistici

La costruzione con connotazioni caratterizzanti del gotico, si sviluppa su una pianta rettangolare, con colonne e costoloni in tufo e capitelli con simbali vari di fiori e foglie. La facciata di grande semplicitÓ, viene ingentilita dal portale datato 1532; opera locale. La navata centrale e illuminata da due finestre in corrispondenza delle due campate, sulla facciata sud con feritoia centinata, davanzale inclinato e spalle oblique. Sulla facciata nord sano ricavate altre due finestre simili, che illuminano la navata centrale. L'abside poligonale e illuminata da tre grandi finestre monofore.

Il campanile

II campanile, tipico dell'Alta Val di Susa e del Delfinato Ŕ costituito da quattm piani, con presenza di fascia marcapiano, l'ultima arricchita da archetti pensili. Le aperture sulle quattro facciate sono date da una bifora al terzo piano e una trifora all'ultimo piano; una slanciata guglia ottagonale munita di otto abbaini e da quattro acroteri angolari a forma di piramide triangolare, caratterizzano il coronamento dell'ultimo piano, tipico dei costruttori dell'Alta Valle della Dora Riparia.

Scultura lapidea

La struttura del portale (datato 1532) Ŕ molto semplice: il lapicida-costruttore rinuncia allo sviluppo dell'arco e esemplifica la costruzione architettonica tramite lo smusso degli spigoli. Unici elementi che arricchiscono l'ingresso principale della chiesa sono i fregi: nella parte superiore il complicato trigramma di Gesu (IHS) e al centro delia sigla S(anctus) G(regorius), titolare delia chiesa; ai lati la data 1532 sottolinea la funzione decorativa dei fregi.

Sulla destra vi Ŕ una vasca di pietra per l'acqua benedetta, datata 1545, con il giglio e il delfino di Francia. La vasca presenta sulla base una decorazione a petali sormontato da archetti pensili al cui interno sono state scolpite alcune immagini (figurine umane, motivi araldici) di difficile lettura per il degrado della pietra.

Il fonte battesimale presenta una certa analogia con l'acquasantiera sopra descritta, ed Ŕ probabilmente della stessa epoca; Sulla vasca ci sono delle decorazioni scolpite attualmente non identificabili. Nella visita pastorale compiuta del vescovo Beggiamo nel 1675 viene ordinata la piramide con la croce in apice; questa viene vista nel 1771 ed Ŕ molto probabilmente quella che ancora oggi copre if fonte.

All'intero della chiesa si notano sei capitelli figurati, con tracce di policromia, databili all'epoca di costruzione della chiesa {meta XV secolo). I capitelli presentano visi umani fortemente caratterizzati (si noti, ad esempio, la testa di moro con le labbra molto sporgenti e un curioso turbante) e decorazioni naturalistiche (in particolare foglie d'acanto).

Intaglio ligneo

L'altare maggiore viene realizzato solo 10 anni dopa la ricostruzione dell'abside awenuta nel 1662. II retable viene commissionato per volere del vicario generale della Prevostura Allois nel 1669 e risulta terminato nel 1673 quando l'arcivescovo Beggiamo ne annota la presenza nella sua Visita Pastorale. La struttura di questa ancona e relativamente semplificata: a due colonne tortili percorse da tralci di vite per i quali si rilevano effetti di sciolta modellazione, e sovrastata da un cornicione che con le volute del coronamento e arricchito di borchie a pendentif. In alto il petit retable reca l'immagine dell' Eterno. I fianchi sono movimentati da aillerons con teste alate di cherubini tra volute. L'insieme e attribuito a Jacques Jesse, maestro intagliatore di Embrun, per le forti affinitÓ con il retable dell'altare maggiore della parrocchiale di Oulx di cui Jesse e sicuramente l'autore. Sulle basi delle colonne si riconoscono lo stemma degli Allois de la Salcette, nobili di Savoulx e la sigla di Claude Allois. II dipinto raffigura San Gregorio Magno ed e coevo al retable; al medesimo periodo risale anche il tabernacolo, opera di una bottega di Grenoble specializzata nella produzione di questi oggetti, che conserva nelle nicchie laterali le statue di San Pietro e San Paolo (la parte centrale Ŕ moderna).

1543 Ŕ la data intagliata sopra la serratura ed indica il momento di esecuzione del portale. Questo si adegua all'apparato marmoreo dell'ingresso e si presenta con il tradizionale intaglio a pergamene, sostituito nella parte superiore da motivi araldici (armi di Francia e del Delfinato) accompagnati da delfini e cornucopie rinascimentali. Pregevole Ŕ anche la serratura in ferro battuto simile a quella che si conserva a Bousson e adoma nel chiavistello da un'appendice a forma di fiordaliso.

La tribuna lignea reca la data incisa 1555. Posta sulla parete di controfacciata si prolunga entro la navata grazie alle due balconate laterali: si presenta con un'imponente soliditÓ di impianto e, dal punto di vista estetico, mostra il perdurare del linguaggio gotico in ambito artigianale anche in epoca tarda. Tra gli altri arredi lignei si ricordano il coro posto dietro l'altare maggiore che conserva soltanto nove scanni, il pulpito della fine del XVII secolo eggi trasfonnato in ambone, il confessionale databile tra la seconda meta del XVIII secolo e la prima meta del XIX e il leggio corale datato 1853.

Scultura lignea

Nella chiese si passono ammirare tre seulture Iignee del '4-500.

Appoggiata alla parete destra del presbiterio una Madonna col Bambino, databile verso il terzo quarto del '400, denota caratteri della cultura del gotico internazionale trecentesco ancora evidenti: il manto della Madonna imbottito di ermellino, la corona d'oro sui lunghi capelli dorati, la veste rossa arricchita da mezzelune raggianti dorate; alcuni elementi avvicinano per˛ la statua ad una cultura figurativa giÓ quattrocentesca, dove si nota l'emergere di una particolare attenzione alla resa del senso plastico delle figure: le corpose pieghe del manto, il modellato teso delle mani, le pieghe del vestito che si raccolgono entro la cintura portata alia vita.

La PietÓ. Questa caratteristica la si vede anche nelle pieghe del vestito raccolte allo stesso modo nella Madonna della Pieta, datata sulla base 1540. Si tratta di una PietÓ abbastanza inconsueta dal punta di vista iconografico, con il Cristo rivolto parallelamente alla figura della Madonna, e non allungato di fianco sulle ginocchia, e di proporzioni decisamente minori; la sproporzione voluta risponde ad un pensiero mistico espresso da S. Bernardino secondo il quale Maria contemplando il Cristo morto tra le ginocehia vi intravide il bambino di un tempo.

Sulla parete sinistra del presbiterio la statua di S. Sisto (santo Papa all'epoca delle persecuzioni di Dioclezlaoo, ucciso decapitato perchŔ rifiut˛ di sascrificare agli idoli pagani), datata 1572, attesta ancora un certo goticismo nell'andamento piatto della figura, arricchita dalla preziositÓ delle vesti; le decorazioni del manto con racemi dorati presentano nel bordo dei finti ricami con pietre preziose in rilievo, ottenute con l'uso delle pastiglie: al legno si aggiungeva uno strato di gesso modellato e dipinto che risaltava dalla superficie.


Fotografie



 

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