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La Torre

La Torre


La Torre Delfinale (o, detta impropriamente, "Torre Saracena") è forse uno dei monumenti più rappresentativi di Oulx, risalente intorno al XIII/XIV secolo.

Sorge nel Borgo Vecchio del Paese, a pochi passi dalla Chiesa di Santa Maria Assunta, raggiungibile percorrendo il vicolo della Torre (da via Des Ambrois) oppure risalendo la scalinata del Jardin d'la Tour.

Cenni sul restauro


2003 - L'antefatto

Sorta intorno agli anni settanta del XIV Secolo, su uno sperone roccioso in posizione dominante sul territorio circostante, la torre di Oulx rappresenta una fondamentale testimonianza medievale ascrivibile all'epoca dell'annessione del Delfinato al regno di Francia.
L'edificio appartiene all'insieme del sistema fortificato diffuso presente sul territorio valsusino con un numero consistente di testimonianze ancora conservate.
La torre si caratterizza per una connotazione residenziale, analogamente ad altri edifici della valle quali il castello di Mattie, la casa forte di Chianocco, le torri di Borgone e Bardonecchia.

La torre delfinale si presenta con un impianto quadrato e struttura muraria in materiale lapideo differenziato: conci di tufo monolitici e squadrati a definire i cantonali o le cornici delle aperture, mentre la restante muratura è realizzata con scapoli di pietra di fiume impastata con abbondante malta.

All'inizio degli anni 2000, dopo decenni di abbandono, i segni del degrado erano diventati piuttosto evidenti, non tanto nella stabilità delle murature, di ottima fattura, quanto nella ormai completa mancanza dei solai lignei, nel degrado diffuso dei lacerti di intonaco e nell'oblio che come la circostante vegetazione ne stava oscurando la visibilità al mondo esterno.

2004 – La ripresa

L'idea sviluppata attraverso il progetto preliminare è stata quella di pensare al recupero funzionale dell'edificio seguendo un principio di minimo intervento e di massima reversibilità delle strutture aggiunte.
L'immagine consolidata della torre nel panorama di Oulx ha fatto da subito prevalere l'idea di intervenire con l'inserimento di strutture leggere in acciaio contenute all'interno della scatola muraria per non modificare in nessun modo il profilo esterno di quello che è diventato un elemento simbolo della stessa cittadina. Si è pertanto lavorato all'idea di una copertura che non emergesse rispetto alla linea di coronamento merlata della torre, rimanendo contenuta all'interno di quello che poteva essere la quota originaria del camminamento di ronda. La suggestione dell'interno della torre ridotta a rudere, con i merli che incorniciavano il cielo è stata riproposta pensando ad una copertura trasparente, realizzata secondo un sistema di impluvio convergente verso un unico pilastro centrale a cui si ancorava la scala interna.

Lo sviluppo di questa prima idea di progetto ha visto la ridefinizione della scala, nel progetto definitivo, secondo un andamento rettilineo che consentisse una percorrenza più agevole al pubblico. Il nuovo posizionamento delle rampe è stato previsto con un andamento che rispettasse la massima fruibilità dei volumi interni ai singoli piani, prevedendo lo sbarco nella sala del camino secondo la posizione più favorevole alla percezione dell'ambiente recuperato.

La struttura, prevista in acciaio, con pedate in legno come l'assito dei solai, è stata mantenuta staccata dalle murature, salvo alcuni punti di ancoraggio, per segnalarne la volumetria complessiva.

2005 – Il progetto esecutivo

Nella versione finale del progetto è stata introdotta una variante relativamente alla struttura dei solai.
Questi, già previsti in acciaio con un sistema di travi con profilo ad H ed assito in legno, sono stati modificati al fine di aumentare l'effetto di leggerezza complessiva dell'intervento strutturale: l'inserimento di travi tipo fink ha consentito di ridurre ulteriormente lo spessore del solaio.
Il progetto esecutivo ha previsto le modalità di intervento per ciò che riguarda l'aspetto più strettamente conservativo. In seguito ad un'analisi dello stato di conservazione dei materiali costituenti la struttura muraria della torre, è stata precisato il quadro dei difetti definendo una mappatura del degrado ed una parallela indicazione per l'intervento di restauro.
Come si può leggere negli elaborati grafici sono state conservate tutte le tracce presenti e rilevate, considerate tutte testimonianze delle vicende storiche della torre, senza gerarchie di valore.

2006 – Il cantiere

I criteri progettuali adottati per la realizzazione dei nuovi orizzontamenti ricalcano sostanzialmente le situazioni originarie, ancora leggibili in sito, con una variante legata all'uso di travi reticolari metalliche. Il miglioramento delle capacità di resistenza della torre rispetto agli eventi sismici è stato ottenuto inserendo a livello dell'ultimo orizzontamento una cerchiatura metallica, resa solidale con la struttura attraverso carotaggi di ancoraggio. La stessa scala, sempre con struttura portante in metallo, è stata posta in opera utilizzando appoggi alla muratura perimetrale.
Trattandosi di edificio monumentale per il quale non è ipotizzabile un termine della vita utile, sono stati privilegiati gli interventi di tipo reversibile e di limitata invasività, nel rispetto dei principi della sostenibilità, in modo da consentire alle generazioni future, per variazioni delle esigenze o per la disponibilità di tecnologie più vantaggiose, l'eliminazione degli interventi eseguiti ed il ripristino del monumento nello stato quo ante.

2007 - L'inaugurazione


Altre fotografie:

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Storia franco-italiana dell'Escarton d'Oulx dall'epoca del Delfinato

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